Karel Weirich: la Resistenza civile e il salvataggio degli ebrei in Italia –Istresco, Treviso 2007

Dalla scoperta di un archivio a Treviso, riemerge la storia dimenticata di Karel Weirich, un giornalista antifascista ceco che durante la seconda guerra mondiale aiutò in Italia centinaia di ebrei fuggiti dalla Ceco-Slovacchia occupata dai nazisti. Una vicenda positiva ed emblematica, in grado di mostrarci come la Resistenza e l’attività di soccorso verso le persone di religione ebraica fossero unite dai medesimi valori.

“La limpida vicenda umana e civile di Karel Weirich ci fa riscoprire una realtà che prima il fascismo, poi il comunismo avevano largamente occultato e Alberto Tronchin è riuscito con indubbia perizia a saldare in una sintesi felice un evento locale (la scoperta di un archivio) con la grande storia della Resistenza e della Shoah”. (dalla Prefazione di Francesco Leoncini).

Un “giusto” ritrovato. Karel Weirich: La Resistenza civile e il salvataggio degli ebrei in Italia di Alberto Tronchin

 

Ad Alberto Tronchin va il grande merito di aver portato alla luce la straordinaria impresa, fino a prima quasi sconosciuta, di Karel Weirich (1906-1981) un giornalista di origini cieche nato e cresciuto a Roma dove lavorava come corrispondente per la Santa Sede e per Il Messaggero; salvò nel nostro paese, durante la seconda guerra, decine di ebrei fuggiti dalla Ceco-Slovachia occupata dai nazisti. Interessante è la genesi: Tronchin racconta in un’intervista che, nel 2004, completati gli esami del Corso di laurea in Storia a Venezia, capì il valore e il suo grande interesse per la storia dell’Europa centrale. Determinante fu l’incontro quasi casuale con un’amica della madre, Helena Weirichovà nipote di karel Weirich. Lui le raccontò di questo interesse circoscritto e lei lo informò che in soffitta aveva vari scatoloni di documenti redatti da uno zio giornalista che forse potevano interessarlo. Si diedero appuntamento e Alberto, iniziato a scartabellare, impallidì; capì subito che si trattava di materiale che documentava una vicenda importante, decise quindi di elaborare la sua tesi di laurea proprio sulla storia di Weirich.

Il saggio ricostruisce molti eventi di quegli anni soprattutto in terra Ceco-Slovacca. Una cinquantina di documenti e fotografie allegati a fondo libro, corredano i vari contenuti.

Oltre al valore del rischiosissimo operato di Weirich, altro aspetto che ci fa apprezzare questo protagonista di salvataggi (come pure Giorgio Perlasca, Oskar Schindler, Irena Sendler, Nicholas Winton e altri ancora) sta nell’essersi sentito un uomo del tutto normale; nello specifico Karel non parlò mai della propria esperienza realizzata durante il conflitto, tendeva a minimizzare le sue azioni perché «lui diceva che queste cose le aveva fatte spontaneamente, perché riteneva che doveva farle. Punto e basta. Non aveva altri scopi. Tanto è vero che quando vollero dargli una medaglia di riconoscimento, lui disse “si l’accetto, ma devono darla anche a tutti quei frati e a quelle suore che hanno nascosto le persone!” Non si è voluto fare questo… ma non ci faceva una malattia, appunto diceva che l’ha voluto fare perché lo doveva fare. La medaglia non c’entra.». Forse è anche a seguito di questo suo atteggiamento umile e modesto che finì con l’essere dimenticato. Infatti fu con il ritrovamento del suo archivio che si conobbe la dimensione e il valore del suo operato che è passato attraverso la costituzione di un’associazione, gli stretti legami con altre organizzazioni assistenziali e con il Vaticano. Operato fatto di numeri importanti: quelli delle lunghe liste di persone che si impegnò ad aiutare, quelli delle ingenti somme di denaro che riuscì ad evolvere. E fatto soprattutto di una partecipazione convinta e molto attiva alla lotta di Liberazione dal nazifascismo.

Dispiace che karel Weirich non sia ancora un Giusto fra le Nazioni, che ricordiamo sono i non ebrei che aiutarono ebrei negli anni dello sterminio; la sua storia è venuta alla luce molto tardi e chissà in quante altre soffitte giacciono documenti comprovanti imprese altrettanto lodevoli e mai narrate. Il riconoscimento di Giusto fra le Nazioni è individuale e viene assegnato sulla base della testimonianza dei sopravvissuti, di testimoni oculari o di documenti attendibili. Intanto il Comune di Padova nel 2012 gli ha dedicato un albero nel proprio Giardino dei Giusti.

Una copia dell’archivio di Karel Weirich e della tesi di laurea di Alberto Tronchin sono consultabili nella sede dell’Istituto di Storia della Resistenza di Treviso.

Istresco, 2007, pagine 149

€ 12 acquistabile online con spedizione gratuita o in sede (ai Soci sconto del 50%)

recensione di Paola Bruttocao

 

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Venetica

Rivista semestrale degli Istituti per la storia della Resistenza di Belluno, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.