La battaglia del Piave 1917-1918 – Istresco, Treviso 2008, pp. 80
Da Caporetto al Piave è il momento della massima disgregazione del nostro esercito. Tra l’Altopiano dei Sette Comuni, il Grappa, il Montello e il Piave le forze armate italiane riuscirono a contenere lo spazio offensivo del nemico e a trasformare quei luoghi nel limite invalicabile dell’offensiva.
La battaglia del Solstizio segnò la definitiva sconfitta dell’avanzata austro-ungarica, sconfitta alla quale concorsero anche le condizioni economiche estremamente disagiate dell’Impero.
Vittorio Veneto fu la conclusione di un processo di dissoluzione di un Impero che, con la sua pluralità etnica, costituiva un nonsenso nella carta geografica d’Europa.
Dal Montello a San Donà. La battaglia del Piave 1917-1918, Ernesto Brunetta
Stampato nel 90esimo anniversario della Grande Guerra, in concomitanza alla Treviso Marathon che si snodava lungo i luoghi più significativi della battaglia del Piave, il testo di Ernesto Brunetta è accompagnato ogni due pagine da un’immagine storica degli eventi, oltre che da una cartina a due pagine della zona del fronte del Grappa e del Piave; dalla mappa dei movimenti militari durante la battaglia di Vittorio Veneto e da una veduta d’epoca del Piave tra Falzè e Nervesa, all’altezza dell’Isola dei morti. Il testo è scandito in 7 capitoli: “Caporetto perché”, “Profughi…”, “La battaglia d’arresto”, “L’inverno 1917-18”, “La battaglia del Solstizio”, “La battaglia di Vittorio Veneto”, “Vittoria, morte e desolazione”. Capitoli che già dal titolo riassumono quella che fu la guerra che ebbe l’effetto di catapultare il Paese dall’800, in molte parti ancora feudale, alle contraddizioni e alle contrapposizioni politiche del “secolo breve”.
Brunetta ripercorre, ovviamente per sommi capi, le vicende belliche, le inadeguatezze dei nostri comandi e dei nostri vettovagliamenti, gli errori strategici di Cadorna e le intelligenti manovre del comandante dell’armata tedesca Von Bulow, che si disinteressò delle vette montane e invase velocemente le valli rischiando di accerchiare il grosso del nostro esercito in rotta. La disfatta di Caporetto costò diecimila morti, trentamila feriti, 350 mila sbandati e 300 mila prigionieri. Inutile qui ripercorrere tutte le tappe della sostituzione al comando del nostro esercito di Cadorna con Armando Diaz, l’apporto degli alleati inglesi francesi e soprattutto il sostengo logistico e materiale degli Usa, il ricorso alle decimazioni dei reparti insubordinati, ma anche e soprattutto un cambio di marcia sulla gestione dei militari con il cambio di guardia Cadorna-Diaz. Il primo considerava i soldati meri numeri da giocare sullo scacchiere, il secondo organizzò servizi di propaganda, migliorò il vitto, badò all’alternanza tra periodi al fronte e periodi nelle retrovie, concedendo anche licenze legate ai raccolti nelle campagne. Fu allora che si sviluppò lo spirito patriottico, che fecero la loro comparsa sulla scena la retorica, le canzoni, D’Annunzio, l’esaltazione degli eroismi alla Francesco Baracca, la creazione dei reparti volontari degli Arditi. Tutte parti che messe insieme contribuirono alla vittoria, anche se in realtà gli imperi centrali erano al collasso e puntarono tutte le fiches sulla battaglia del Piave, nella speranza della vittoria definitiva. Ma furono anche particolari che si riflessero nel dopoguerra, da una parte molti soldati percepirono di essere soggetti attivi, capirono di poter rivendicare, una volta tornati a casa, maggiori diritti e un’emancipazione sociale generale. Dall’altra parte in particolare ufficiali e sottufficiali e grandi pezzi della piccola borghesia, oltre agli agrari spaventati, puntarono a far fruttare quel patrimonio patriottico e bellicista, per far diventare l’Italia una delle grandi potenze mondiali. Sappiamo com’è andata a finire.
In definitiva si tratta di un testo agile che riassume le vicende lontane da noi più di un secolo ma che non hanno mai finito di esercitare influenza sulla nostra società. Visto il prezzo e la dimensione, sicuramente un libretto adottabile nelle scuole medie di primo e secondo grado per affrontare con maggiori strumenti il periodo storico in questione.
Giorgio Sbrissa
Istresco, 2008, pagine 82 (formato 16X16 cm)
€ 5 acquistabile in sede, online o nelle librerie