LTI – La lingua del terzo Reich (taccuino di un filologo) – di Victor Klemperer

Giuntina 2008, collana “Schulim Vogelmann”

Difficile sottovalutare l’importanza e l’efficacia di questo libro, scritto come un diario durante le leggi razziali naziste e pubblicato nel 1947, nel descrivere – dal di dentro, nel corso del suo divenire – l’invasività cancerosa di un meccanismo linguistico che, attraverso i grimaldelli di una propaganda martellante, arriva ad annullare le difese mentali e culturali di un popolo, inoculando patologie del pensiero. L’oggettività della riflessione non viene mai meno, nonostante il coinvolgimento dell’autore nella tragedia. E i portati di questa lucidità sono notevoli: il nazismo visto come figlio degenere e impoverito del romanticismo; disamine acute sul concetto di “popolo ebraico”, sullo sviluppo del sionismo, sulla storia della cultura tedesca. In ultima analisi si comprende con grande chiarezza come una deriva aberrante e mostruosa possa essere preparata – e persino resa accettabile – dall’anestesia del “senso” delle cose, operata attraverso lo stravolgimento linguistico. Una lezione estendibile ad ogni sistema sociale in grado – se non controllato – di condizionare drasticamente gli strumenti del pensiero e delle emozioni di massa. Il libro si apre con una citazione significativa di Franz Rosenzweig: La lingua è più del sangue.

Dario Bottos

Questo libro è disponibile nella biblioteca di Montebelluna

Come sostenerci

Puoi dare il tuo contributo ad Istresco: associandoti, partecipando a progetti di volontariato, attraverso donazioni liberali o donando il tuo 5 x mille.

Diventa socio

Diventa socio Istresco e scopri tutti i vantaggi.

Venetica

Rivista semestrale degli Istituti per la storia della Resistenza di Belluno, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.